Search results for "Alimentazione tradizionale"
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LESSICO DELLA CULTURA DIALETTALE DELLE MADONIE. 1. L'ALIMENTAZIONE
2010
Lessico microareale delle pratiche gastronomiche tradizionali delle Madonie, con oltre 3200 voci e 2600 Unità fraseologiche (tra locuzioni, modi di dire e paremiologia). Il Lessico risulta dall'organizzazione sistematica dei materiali ricavabili da numerose ricerche sul campo svolte in diecii anni, nell'ambito dell'Atlante Linguistico della Sicilia, e dallo spogluio di varie opere a stampa (dalle pubblicazioni locali di carattere amatoriale al Vocabolario Siciliano) Il volume è corredato di carte geolinguistiche a colori (onomasiologiche e semasiologiche) sui principlai concetti della cultura alimenatare tradizionale ed è arricchito da numerose illustrazioni, in bianco e nero, su arnesi e v…
Leonardo Sciascia, nel tempo del pane (e coltello) quotidiano
2022
La rilettura della produzione sciasciana a partire dalle note sparse relative all'alimentazione, restituisce l'immagine di una Sicilia tradizionale rurale e povera. In particolare, nei suoi scritti degli anni Settanta – ne Le parrocchie di Regalpetra, ad esempio –, il cibo è associato a una tavola che è difficile imbandire, sia per le troppe bocche da sfamare che per lo scarso salario familiare. Le immagini della refezione scolastica a cui accedevano i figli dei minatori e dei braccianti riportate nelle Cronache scolastiche ricollegano a usi tipici della Sicilia centrale e a lessemi oggi presenti nelle fonti lessicografiche dialettali. The reinterpretation of Sciascia's production starting …
Diversi piatti per una procedura: da "a ccunìgghiu" a "cunìgghiu", tra antonomasia e metonimia
2011
Un piattio tipico di Polizzi Generosa è il "cunìgghiu". Si tratta di un piatto freddo a base di baccalà – o, in alternativa, di ventresca di tonno –, cavolfiori, cardi, patate, melanzane, carciofi, pomodori secchi, capperi, olive bianche e olive nere (cfr. Sottile e Genchi 2010), con aggiunta di aceto (e zucchero). Gli informatori del luogo sono soliti spiegarne paretimologicamente il nome secondo una prospettiva che tende a opporre la cucina (povera/senza carne [di coniglio]) delle classi subalterne a quella (ricca/con la carne [di coniglio]) delle classi egemoniche. Gli informatori, finiscono, dunque, per proporre una pietanza “in salsa gramsciana” che trova i presupposti nel fatto che me…
Lessico dell'alimentazione e geografia linguistica. Problemi onomasiologici e semasiologici
2008
PAROLE MIGRANTI TRA ORIENTE E OCCIDENTE
2015
L’immagine che oggi il Mediterraneo offre è lungi dall’essere rassicurante. Ai nostri giorni si può dire che le sue opposte rive non abbiano in comune che le loro insoddisfazioni. E sempre più si percepisce questo mare come spazio di attraversamenti intollerati. Percepire il Mediterraneo partendo dal suo passato rimane tuttavia un’abitudine tenace, e a volte viene da pensare che la retrospettiva prevalga sulla prospettiva. La retrospettiva è però irrinunciabile, oggi più che mai. E lo è nel momento in cui la realizzazione di una convivenza in seno ai territori multietnici, là dove si incrociano e si mescolano culture, religioni, lingue diverse, conosce sotto i nostri occhi uno smacco crudel…
Arabismi di ambito agricolo e alimentare in Sicilia e nel Mediterraneo
2017
L’immagine del Mediterraneo come luogo di migrazioni, incontri e attraversamenti culturali pluridirezionali è nelle parole di Ferdinand Braudel quando lo definisce «non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre». Ma la complessità “disegnata” da Braudel si mostra ancora più intricata quando si guarda alla lingua con le sue forti dinamiche variabili. Come ha più volte osservato Giovanni Ruffino, per il linguista può essere utile adottare la formula «lingue circolari/lingue marginali» o, ancora meglio, la formula «correnti marginali e correnti circolari di lingua e cultura», per riferirsi a una molteplicità di condizioni lingui…